L'economia sociale si è ormai consolidata come una componente fondamentale dell'economia e della società europea, agendo come un pilastro per la prosperità, la competitività e la resilienza del continente. Con oltre 4,3 milioni di organizzazioni, tra cui cooperative, associazioni, mutue e imprese sociali, il settore garantisce almeno 11,5 milioni di posti di lavoro, rappresentando circa il 6,3 per cento dell'occupazione totale dell'Unione Europea.
La revisione di metà percorso evidenzia come il piano d'azione adottato nel 2021 abbia fornito una visione strategica che ha già prodotto risultati tangibili, come l'adozione della raccomandazione del Consiglio del 2023, la quale ha spinto 21 Stati membri a definire strategie nazionali e 12 paesi a riformare le proprie leggi sull'economia sociale.
Sul piano finanziario, l'Unione ha mobilitato risorse significative: circa 1,2 miliardi di euro in garanzie sono stati stanziati tramite InvestEU, a beneficio di circa 3.000 imprese sociali, con l'obiettivo di raggiungere oltre 1,6 miliardi di euro in sovvenzioni e strumenti finanziari entro il 2027. Questi investimenti sono cruciali perché l'economia sociale promuove la competitività europea attraverso l'innovazione sociale, sviluppando nuovi modi per fornire beni e servizi che rispondono ai bisogni della collettività e ancorano il valore economico ai territori locali. Questo approccio rafforza l'autonomia strategica dell'Europa, rendendo le catene del valore più robuste e diversificate, in particolare in settori chiave come l'economia circolare e la transizione energetica attraverso le comunità energetiche.
Nonostante i progressi, la revisione identifica la necessità di ulteriori azioni per superare barriere normative e frammentazioni nei dati. Le nuove iniziative previste includono lo sviluppo di un pacchetto di strumenti per supportare le politiche locali e regionali, la revisione delle direttive sugli appalti pubblici per favorire criteri sociali rispetto alla sola logica del prezzo più basso e la semplificazione delle norme sugli aiuti di Stato oltre i limiti del de minimis. Inoltre, la Commissione intende migliorare la visibilità del settore supportando gli Stati membri nella creazione di conti satellite per ottenere statistiche armonizzate e comparabili a livello europeo.
In merito alla situazione italiana, le fonti indicano che il Paese fa parte del gruppo di dodici Stati membri che hanno già adottato o riformato leggi specifiche per l'economia sociale, dimostrando un forte impegno nel recepimento degli orientamenti comunitari. Desidero segnalare che, in base a informazioni esterne alle fonti fornite che potrebbero richiedere una verifica indipendente, l'Italia rappresenta un'eccellenza nel panorama europeo con circa 360.000 organizzazioni non profit e quasi un milione di lavoratori dipendenti nel settore, confermandosi un leader storico nel modello della cooperazione e dell'impresa sociale.
I Traguardi Raggiunti dal Piano d’Azione
Dall’adozione del Piano d’azione nel 2021, sono stati compiuti passi significativi per sbloccare il potenziale del settore:
- Quadro Strategico e Legislativo: un traguardo fondamentale è stata l'adozione della Raccomandazione del Consiglio del 2023, che ha spinto 21 Stati membri ad adottare o preparare strategie nazionali e 12 Stati a riformare le proprie leggi sull'economia sociale.
- Accesso ai Finanziamenti: grazie a InvestEU, sono stati stanziati circa 1,2 miliardi di euro in garanzie, a beneficio di circa 3.000 imprese sociali. Complessivamente, tra sovvenzioni e strumenti finanziari, si prevede di mobilitare oltre 1,62 miliardi di euro entro il 2027.
- Visibilità: il lancio dell'EU Social Economy Gateway nel 2023 ha creato un punto di riferimento unico per finanziamenti e risorse, attirando quasi 600.000 visitatori.
Un Motore per la Competitività Europea
Contrariamente a una visione puramente assistenziale, la revisione evidenzia come l'economia sociale promuova attivamente la competitività europea attraverso:
- Innovazione Sociale: sviluppa nuovi modi per fornire beni e servizi che rispondono a bisogni sociali non soddisfatti dai mercati tradizionali, ancorando il valore a livello locale.
- Mercato del Lavoro: crea posti di lavoro di qualità, favorisce l'inclusione lavorativa di gruppi svantaggiati e investe costantemente nel reskilling e upskilling della forza lavoro.
- Autonomia Strategica: contribuisce alla sovranità economica dell'UE rendendo le catene del valore più robuste e diversificate, specialmente in settori chiave come l'economia circolare e le comunità energetiche.
Azioni Migliorative e Prospettive Future
Nonostante i progressi, rimangono sfide legate alla frammentazione dei dati e alle barriere normative. La Commissione ha quindi previsto nuove azioni prioritarie:
- Governance Multilivello: Sviluppo di un toolkit per supportare le politiche regionali e locali, territori in cui l'economia sociale ha il maggiore impatto.
- Appalti Pubblici e Aiuti di Stato: Revisione delle direttive sugli appalti per integrare sistematicamente clausole sociali e semplificazione delle norme sugli aiuti di Stato (revisione del GBER) per facilitare il finanziamento oltre i limiti del de minimis.
- Dati e Trasparenza: Supporto agli Stati membri per la creazione di "conti satellite" per l'economia sociale, al fine di avere statistiche armonizzate e comparabili a livello UE.