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Milano, la cooperazione protagonista del Piano per l'Economia Sociale

L'approvazione in Consiglio comunale dell'avvio del percorso per la costruzione del Piano Attuativo per l'Economia Sociale segna una svolta importante per Milano: un riconoscimento che arriva dopo tre anni di lavoro condiviso e che vede le cooperative protagoniste nella definizione delle politiche di sviluppo della città.

martedì 20 gennaio 2026

"Accogliamo con soddisfazione questa delibera che attiva formalmente un processo atteso e fortemente voluto", hanno dichiarato Giovanni Carrara, presidente di Confcooperative Milano e dei Navigli, Attilio Dadda, presidente di Legacoop Lombardia e Cinzia Sirtoli, presidente di AGCI Lombardia. "In questi ultimi tre anni abbiamo contribuito attivamente alla riflessione all'interno del dibattito portato in città sia nella Commissione Speciale Economia Civile e Sviluppo del Terzo Settore che nei luoghi di confronto avviati dalla Pubblica Amministrazione".

 

La delibera riconosce pienamente il perimetro dell'economia sociale e il ruolo centrale del mondo cooperativo e del Terzo Settore.

"L'avvio di questo Piano rappresenta un passaggio importante perché apre una fase nuova: il riconoscimento della cooperazione come soggetto pienamente titolato dell'economia sociale costituisce un fatto strategico e ne conferma il ruolo di componente strutturale del sistema economico", sottolineano i tre presidenti.

 

Affermare che l'economia sociale contribuisca a interpretare lo sviluppo della città significa puntare su un modello capace di ridurre le disuguaglianze, rafforzare la qualità del lavoro e il benessere delle comunità. Le cooperative uniscono creazione di valore e impegno sociale, producendo beni e servizi di interesse generale, mettendo al centro la persona e la comunità, favorendo così inclusività e sostenibilità.

 

Particolare rilievo assumono gli strumenti che il Piano potrà mettere in campo: dal social procurement, con il coinvolgimento delle partecipate e l'utilizzo degli appalti pubblici per favorire l'inserimento lavorativo di persone fragili, ai modelli abitativi cooperativi e solidali, fino alla valorizzazione delle imprese dell'economia sociale nei progetti di rigenerazione urbana, economia circolare e di welfare di comunità.

 

Le centrali cooperative ribadiscono la propria disponibilità a contribuire attivamente alla fase di costruzione del Piano, affinché l'attivazione del percorso si traduca rapidamente in politiche pubbliche, strumenti operativi e azioni concrete in grado di costruire piani di sviluppo territoriale e un'economia davvero inclusiva, resiliente e sostenibile.

 

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