Nel 2024 si registra un proseguimento dell’aumento dell’occupazione, sebbene in misura ridotta rispetto all’anno precedente, con una stima complessiva di occupati di 23 milioni e 932 mila unità e un incremento di 352 mila nuovi posti di lavoro rispetto al 2023.
Il trend positivo lascia pressoché invariata la diversificazione dei tassi di occupazione tra i generi che permane significativa, in particolare nel raffronto tra lavoratrici italiane e straniere.
Si intensifica, rispetto al 2023, la riduzione del numero di persone in cerca di occupazione, con una decisa diminuzione dei tassi di disoccupazione, soprattutto per le donne (-1,5 punti percentuali).
Dopo tre anni di costante diminuzione, il numero di inattivi in età tra 15 e 64 anni registra una ripresa, aumentando di 56 mila unità (+0,5% rispetto all'anno precedente) e raggiungendo un totale di 12 milioni e 432 mila persone.
Questo incremento è il risultato dell'aumento delle persone che non cercano né sono disponibili a lavorare (+175 mila, +1,7%) e della diminuzione delle forze di lavoro potenziali (-119 mila, -5,4%), che rappresentano la parte degli inattivi più vicina al mercato del lavoro.
Italiani e stranieri presentano una crescita simile del tasso di occupazione; molto simile anche la riduzione del tasso di disoccupazione.
Una lettura trasversale dei dati, conferma alcune delle tendenze storiche del mercato del lavoro.
In Italia, infatti, il lavoro a tempo parziale è diffuso maggiormente tra le donne: in media, circa il 30% delle lavoratrici ha un contratto part-time a fronte di un 7% tra gli uomini occupati.
In questa prospettiva, il divario territoriale si riduce notevolmente tra le donne: rispetto al totale delle occupate in ciascuna area, nel Mezzogiorno si registra il 28,8% in part-time, al Centro il 29,5% e al Nord il 30,5%.
Tra gli uomini, invece, i numeri subiscono una variazione più significativa: 8,9% al Sud, 7,6% al Centro e 5,6% al Nord.
Le donne mostrano una minore propensione alle professioni indipendenti.