L'ultimo rapporto Istat sull'offerta di nidi e servizi integrativi per la prima infanzia (anno educativo 2023/2024) delinea un quadro di progressiva espansione, ma evidenzia anche criticità strutturali che interpellano direttamente il mondo della cooperazione sociale. In un contesto nazionale dove i posti autorizzati sono cresciuti del 3,4%, la Lombardia e il Nord-ovest si confermano aree di eccellenza, pur dovendo affrontare nuove sfide gestionali.
L'area del Nord-ovest, che include la Lombardia, registra un tasso di copertura del 36,6%, un valore superiore sia alla media nazionale (31,6%) sia al parametro europeo del 33% fissato per il 2010.
Un dato di particolare rilievo riguarda la differenza tra i centri urbani e la provincia:
- Città Metropolitane e Capoluoghi: Nei comuni capoluogo del Nord-ovest, la copertura raggiunge il 44,8%, sfiorando l'obiettivo europeo del 45% previsto per il 2030.
- Comuni non capoluogo: In queste aree la media scende al 33,5%, evidenziando come, nonostante il superamento della soglia minima del 33%, vi sia ancora spazio per il potenziamento dei servizi nelle aree meno centralizzate.
Il Ruolo centrale del Settore Privato
Il rapporto sottolinea come l'incremento dell'offerta sia trainato dal settore privato, che ha assorbito il 78,4% dei nuovi posti creati rispetto all'anno precedente. Per le cooperative, questo si traduce in una responsabilità crescente e in nuove opportunità di collaborazione: i Comuni, infatti, intrattengono rapporti di convenzionamento con il 46,3% dei servizi privati, a dimostrazione di un sistema integrato pubblico-privato ormai consolidato.
Tuttavia, la domanda continua a superare l'offerta. Nel Nord-ovest, nonostante l'alta copertura, si registra una forte pressione:
- Il 59,5% dei nidi a livello nazionale ha liste d’attesa, quota che nel settore privato si attesta al 54%.
- Circa la metà dei gestori ha rilevato un aumento delle domande di iscrizione, segnale di un crescente riconoscimento della funzione educativa del nido.
La Sfida del Personale: un nodo critico per i gestori
L'aspetto più preoccupante per le cooperative riguarda il reperimento delle risorse umane. Secondo le rilevazioni Istat, oltre l'80% dei nidi ha avuto necessità di assumere nuovo personale educativo negli ultimi due anni.
Le difficoltà segnalate sono significative:
- Nel 40% dei casi, le difficoltà di reperimento sono state definite gravi o gravissime.
- Le cause principali includono la carenza di educatori con esperienza o titoli idonei e la mancata accettazione delle condizioni contrattuali.
Spesa e Sostenibilità
In Lombardia, la spesa corrente dei Comuni per bambino residente (0-2 anni) si attesta su livelli medio-alti rispetto alla media nazionale di 1.183 euro, pur rimanendo lontana dai picchi della Provincia Autonoma di Trento o della Valle d'Aosta. La sostenibilità per le famiglie è garantita anche dal Bonus Nido INPS, che nel Nord-ovest rappresenta una componente rilevante del finanziamento complessivo del sistema, facilitando l'accesso ai servizi privati.
Per le cooperative lombarde, i dati Istat confermano un mercato in espansione dove la qualità educativa e la capacità di rispondere a una domanda sempre più esigente sono fondamentali. La vera partita si giocherà sulla capacità di attrarre e trattenere personale qualificato, superando le attuali difficoltà di reclutamento, e nel consolidare le partnership con la pubblica amministrazione per garantire il raggiungimento dei nuovi target europei del 2030.