Storie di ordinaria cooperazione

TUTTI IN CAMPO

Sport, inclusione e comunità: in Brianza prende il via un progetto promosso dalla cooperativa Demetra che trasforma il calcio in un'opportunità di partecipazione per tutti i bambini e i ragazzi, con e senza disabilità.

giovedì 2 luglio 2026

È questa la sfida lanciata da TUTTI IN CAMPO, il nuovo progetto promosso da Demetra Società Cooperativa Sociale ONLUS che punta a trasformare uno degli sport più amati in un’esperienza di partecipazione, integrazione e crescita condivisa.

 

L’iniziativa nasce dalla convinzione che lo sport rappresenti uno straordinario strumento educativo e relazionale. Tuttavia, proprio il calcio, soprattutto nei contesti giovanili, è spesso caratterizzato da una forte competitività che rischia di lasciare ai margini i bambini e i ragazzi più fragili. Per questo Demetra ha scelto di raccogliere l’esperienza dell’associazione modenese “Bimbi Sperduti”, realtà che negli anni ha dimostrato come sia possibile costruire percorsi sportivi capaci di accogliere insieme bambini con e senza disabilità, valorizzando le capacità di ciascuno e promuovendo relazioni autentiche.

 

L’obiettivo del progetto è ambizioso: creare in Brianza una comunità calcistica inclusiva e solidale, dove il diritto di giocare e sentirsi parte di una squadra venga prima di ogni risultato sportivo. Attraverso allenamenti condivisi, attività ludiche e momenti di incontro, “Tutti in Campo” vuole favorire integrazione sociale, amicizia, collaborazione e partecipazione, superando barriere culturali e pregiudizi. 

 

Un primo importante passo in questa direzione è stato compiuto lo scorso 14 giusgno presso il centro sportivo della Polisportiva San Giorgio di Molteno, dove si è svolta la giornata inaugurale del progetto. Venti tra bambine, bambini, ragazze e ragazzi con abilità differenti hanno partecipato a una giornata interamente dedicata al gioco, allo sport e alla costruzione di nuove relazioni.

 

La mattinata ha visto i partecipanti impegnati in allenamenti, esercizi e attività di squadra guidati dagli allenatori dell’associazione Bimbi Sperduti e della Polisportiva San Giorgio Molteno, con il supporto educativo e organizzativo degli operatori di Demetra. Le proposte sono state pensate per consentire a ciascuno di partecipare secondo le proprie possibilità, mettendo al centro il piacere di giocare insieme piuttosto che la prestazione sportiva.

 

Dopo il pranzo condiviso presso il Terzo Tempo, il pomeriggio è proseguito con una grande partita finale che ha coinvolto tutti i partecipanti. Sul campo si sono intrecciati entusiasmo, collaborazione e voglia di stare insieme, confermando come il calcio possa diventare un linguaggio universale capace di unire persone con storie e caratteristiche diverse.

 

“Tutti in Campo” si sviluppa attraverso tre fasi. La prima prevede l’organizzazione di giornate sportive inclusive come quella appena realizzata, nelle quali gli atleti delle società sportive del territorio condividono attività e partite con bambini e ragazzi con disabilità. La seconda fase è dedicata alla formazione degli allenatori, che saranno accompagnati in un percorso specifico sullo sport inclusivo per diventare tutor capaci di sostenere l’inserimento e la partecipazione dei giovani più fragili. La terza fase culminerà nell’ospitalità di una tappa del raduno associativo di Bimbi Sperduti, un evento che coinvolgerà decine di partecipanti e rappresenterà un ulteriore momento di crescita per la comunità sportiva locale. 

 

Ma la vera ambizione del progetto guarda oltre il singolo evento. Demetra immagina infatti un modello che possa essere replicato da altre società sportive, fino ad arrivare a una rete di realtà capaci di accogliere al proprio interno squadre inclusive e percorsi dedicati ai giovani con differenti abilità. Un modo concreto per promuovere cultura dell’inclusione, solidarietà e rispetto reciproco attraverso uno strumento semplice e potente come lo sport.

 

L’ottima partecipazione registrata nella giornata inaugurale e il clima vissuto sul campo confermano il valore di iniziative che mettono al centro la persona prima dell’atleta. Perché quando tutti hanno la possibilità di giocare, il calcio smette di essere soltanto una disciplina sportiva e diventa un luogo di incontro, crescita e comunità.

 

In fondo, come suggerisce il progetto stesso, la domanda non è se il calcio possa essere inclusivo. La risposta era già sul campo, negli occhi e nei sorrisi di chi ha scoperto che giocare insieme è la vittoria più importante. 

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