È stata presentata l’edizione 2026 del Monitor per la Geografia delle Fragilità e delle Disuguaglianze, l’infrastruttura conoscitiva permanente nata dalla collaborazione tra Intesa Sanpaolo per il Sociale, il Centro Studi Aiccon, Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (SRM) e il Research Department della Banca.
Il Monitor si pone l'obiettivo di superare le letture settoriali per offrire una visione multidimensionale e integrata dei fenomeni economici e sociali, intesi come elementi profondamente interconnessi: le fragilità, infatti, non si manifestano in modo isolato, ma sono l'esito di combinazioni strutturali di diversi fattori.
Il cuore del Monitor è un cruscotto alimentato da circa 150 variabili, organizzate in "11 domini tematici" (tra cui mercato del lavoro, salute, istruzione, capitale sociale e ambiente). La scelta di analizzare i dati a livello provinciale rappresenta il valore aggiunto dello strumento, permettendo di cogliere specificità e "cluster" di fragilità che sfuggirebbero a un'analisi puramente nazionale o regionale.
I risultati salienti: tra eccellenze e polarizzazione
L'analisi di questa edizione, sintetizzata in un "Super-indice" economico, sociale e ambientale, restituisce la fotografia di un Paese caratterizzato da una marcata polarizzazione, ma ricco di sfumature locali:
- Il primato delle province del Nord: in cima alla classifica per posizionamento complessivo spiccano Milano, Trento e Bolzano. Milano guida la graduatoria nazionale per tessuto economico, servizi e ricchezza, pur presentando criticità nel dominio della legalità e sicurezza (legata soprattutto alla microcriminalità urbana).
- La polarizzazione territoriale: il Super-indice conferma il divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Tuttavia, emergono segnali di vitalità in alcune province del Sud, come Bari e Cagliari, che mostrano performance migliori rispetto ai territori limitrofi.
- Il circolo virtuoso dello sviluppo: i dati evidenziano come nei territori più dinamici si attivi una sinergia potente: un tessuto produttivo innovativo alimenta il mercato del lavoro, che a sua volta genera reddito e consumi, permettendo investimenti in servizi di qualità che rafforzano l'attrattività dell'area.
La lettura "per differenziale": dove mancano le risposte
Un elemento innovativo del Monitor è l’analisi “per differenziale”, che mette in relazione i bisogni socio-economici con le risorse e i servizi effettivamente presenti. Questo approccio ha fatto emergere squilibri critici in diversi ambiti:
- Salute: si osserva uno scarto significativo tra domanda di salute e capacità di risposta in province come Crotone e Caserta.
- Infanzia e conciliazione: la carenza di servizi per la prima infanzia impatta direttamente sulla disoccupazione femminile, con una storica frattura tra Centro-Nord e Sud.
- Invecchiamento: la sfida demografica è cruciale. Con una proiezione di over 65 che toccherà il 35% della popolazione entro il 2050, la tenuta dei sistemi di welfare dipenderà dalla capacità di integrare servizi sanitari e assistenza domiciliare.
Sfide emergenti: demografia e sicurezza
Il Monitor evidenzia come l'Italia stia affrontando una sfida demografica senza precedenti, con il minimo storico di nascite registrato nel 2024 (appena 370.000 bambini).
Sul fronte della sicurezza, emerge un paradosso: le aree economicamente più dinamiche presentano spesso una percezione di insicurezza più elevata e una maggiore incidenza di microcriminalità, suggerendo che la crescita economica, da sola, non garantisce coesione e legalità senza presidi istituzionali adeguati.
Il ruolo strategico del Monitor
Per Intesa Sanpaolo, il Monitor non è solo uno strumento conoscitivo, ma un asset per orientare le proprie "Rotte Sociali". I dati permettono di individuare i territori prioritari per interventi ad alto impatto (come il contrasto alla povertà educativa o il supporto all'occupazione giovanile e femminile) e di rafforzare le partnership pubblico-private.
L'ambizione è che questo patrimonio informativo diventi un bene pubblico, utilizzabile da istituzioni e attori del Terzo Settore per definire policy mirate e attivare nuove iniziative sociali a beneficio dell'intera collettività.