Il mercato del credito sembra essersi lasciato alle spalle la fase più difficile degli ultimi anni. Tra il 2023 e il 2026, l’allentamento della politica monetaria della BCE ha infatti favorito una progressiva riduzione del costo dei finanziamenti e, più recentemente, una ripresa dei prestiti alle imprese.
Nell’Area dell’euro, i tassi di interesse applicati alle società non finanziarie sono scesi dal 5,4% dell’ottobre 2023 al 3,6% dell’agosto 2026. Anche in Italia il miglioramento è evidente: dopo le contrazioni registrate nel biennio precedente, ad agosto 2026 i prestiti alle imprese sono tornati a crescere, segnando un +4,2% su base annua.
Riparte il credito, soprattutto nel breve e medio periodo
La ripresa non interessa però allo stesso modo tutte le tipologie di finanziamento. A crescere maggiormente sono i prestiti con durata fino a un anno, +6,7%, e soprattutto quelli compresi tra uno e cinque anni, +9,4%. Restano invece in diminuzione, del 2,9%, i finanziamenti con durata superiore ai cinque anni.
È un dato significativo perché lascia intravedere una ripresa ancora concentrata soprattutto sulle esigenze finanziarie di breve e medio periodo, mentre appare più debole la domanda di credito destinata agli investimenti strutturali e di lungo termine.
Sul piano settoriale, il recupero coinvolge tutti i principali comparti produttivi. Gli incrementi più consistenti si registrano nei trasporti (+4,4%) e nel commercio (+4,0%).
Per le cooperative il quadro è più complesso
Se i dati generali mostrano segnali incoraggianti, la periodica indagine congiunturale di Confcooperative restituisce per il mondo cooperativo una situazione più articolata.
Nel primo semestre 2026 diminuisce infatti di 13 punti percentuali la quota di cooperative che ha richiesto finanziamenti bancari rispetto alla precedente rilevazione. Contemporaneamente cresce sensibilmente il peso dei dinieghi: tra le imprese che hanno presentato una richiesta di finanziamento, l’11,1% non l’ha ottenuto, contro appena il 2,2% del secondo semestre 2025. La quota delle richieste integralmente accolte scende così all’84,9%.
Alla maggiore selettività si aggiunge la percezione di condizioni meno favorevoli. Il 44% delle cooperative segnala infatti un aumento dei tassi applicati, il 25% un irrigidimento delle garanzie richieste e il 22% un allungamento dei tempi necessari per ottenere il finanziamento.
Si delinea quindi un apparente paradosso: il quadro generale del credito migliora, ma per una parte del sistema cooperativo l’accesso alle risorse finanziarie continua a presentare ostacoli significativi.
Autofinanziamento e liquidità restano centrali
In questo scenario, le cooperative continuano a fare affidamento soprattutto sulle proprie risorse. L’autofinanziamento, indicato dal 59,3% delle imprese, si conferma infatti la principale fonte prevista per sostenere le necessità finanziarie. Il credito bancario mantiene un ruolo importante, mentre resta ancora limitato il ricorso a forme alternative di raccolta.
Anche la destinazione delle risorse offre un’indicazione interessante sulle priorità delle imprese. Tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, il principale fabbisogno riguarda la gestione della liquidità e del capitale circolante, indicata dal 42,5% delle cooperative.
Seguono gli investimenti produttivi e nella digitalizzazione, con il 30,6%, mentre il 6,8% individua come priorità gli interventi di efficientamento energetico.
Investire significa anche rafforzare le competenze
Il tema finanziario si intreccia infine con quello delle competenze. Per affrontare nuovi investimenti non sono sufficienti le risorse economiche: occorre disporre anche delle professionalità necessarie per accompagnare i processi di innovazione.
Da questo punto di vista il sistema cooperativo presenta punti di forza, ma anche importanti margini di miglioramento. Il 66% delle cooperative esprime una valutazione positiva delle proprie competenze tecnico-specialistiche e il 60% di quelle trasversali. La percentuale scende però al 32% quando si considerano le competenze interne legate alle transizioni digitale e verde.
È proprio qui che emerge una delle sfide più rilevanti per i prossimi anni.
Credito, patrimonio e competenze: tre leve per la crescita
Il quadro che emerge è dunque quello di un sistema cooperativo che dispone di un patrimonio significativo di competenze professionali, ma che deve confrontarsi contemporaneamente con vincoli nell’accesso alle risorse finanziarie e nuove esigenze di innovazione e formazione.
In un contesto nel quale il costo generale del credito si sta riducendo, diventa quindi particolarmente importante fare in modo che questo miglioramento si traduca in una maggiore capacità delle cooperative di finanziare non soltanto la gestione corrente, ma anche i propri progetti di sviluppo.
Migliorare l’accesso al credito, rafforzare la patrimonializzazione e investire nelle competenze necessarie alle transizioni digitale e verde diventano così tre leve strettamente connesse per sostenere gli investimenti e la crescita futura della cooperazione.
Ho trasformato la sequenza di dati del report in un percorso più giornalistico: scenario generale → specificità cooperative → fabbisogni → competenze → messaggio conclusivo, mantenendo le percentuali ma facendo emergere soprattutto il significato dei numeri.